Normes relatives à l’administration des biens des causes de béatification et de canonisation
de Congrégation pour la cause des saints
Date de publication : 04/03/2016
Texte original
Congregazione delle Cause dei Santi
Norme sull'amministrazione dei beni
delle Cause di beatificazione e canonizzazione
Premessa
Le Cause di beatificazione e canonizzazione, che per la loro complessità richiedono molto lavoro, comportano spese per la divulgazione della conoscenza della figura del Servo di Dio o Beato, per l’inchiesta diocesana o eparchiale, per la fase romana e, infine, per le celebrazioni di beatificazione o canonizzazione.
Per quanto riguarda la fase romana, la Sede Apostolica, data la natura peculiare di bene pubblico delle Cause, ne sostiene i costi, a cui gli Attori partecipano tramite un contributo, e vigila perché gli onorari e le spese siano contenuti e tali da non ostacolarne il proseguimento.
I. Beni della Causa e designazione dell'Amministratore
1. L'Attore, dopo l'accettazione del supplice libello, costituisce un fondo di beni per le spese della Causa.
2. Il fondo costituito per una Causa di beatificazione e canonizzazione, proveniente da offerte sia di persone fisiche sia di persone giuridiche, viene considerato, a motivo della sua natura particolare, “fondo di Causa pia”.
3. L'Attore, con il consenso del Vescovo o dell’Eparca, nomina l'Amministratore del fondo. Il Postulatore Generale può svolgere l'incarico di Amministratore.
4. Per le Cause in corso nella fase romana, il Postulatore comunica alla Congregazione delle Cause dei Santi la nomina dell’Amministratore.
II. L’Amministrazione
5. L’Amministratore è tenuto ad osservare le norme riguardanti l’amministrazione dei beni delle Cause pie1.. In particolar modo egli deve:
a. rispettare scrupolosamente l'intenzione degli offerenti2;
b. tenere una contabilità regolarmente aggiornata;
c. redigere annualmente i bilanci, preventivo (entro il 30 settembre) e consuntivo (entro il 31 marzo), da presentare all’Attore per la dovuta approvazione;
d. inviare al Postulatore copia dei bilanci approvati dall'Attore.
6. Le Postulazioni Generali tengono distinte le contabilità delle singole Cause.
7. Qualora l’Attore intenda utilizzare anche una sola parte dei beni per scopi diversi dalla Causa dovrà ottenere l’autorizzazione della Congregazione delle Cause dei Santi.
8. L’Attore, ricevuto il bilancio, dopo averlo approvato tempestivamente, ne invia copia all’Autorità competente per la vigilanza di cui al numero 9.
III. Vigilanza sull’amministrazione
9. L'autorità competente a vigilare, per la fase diocesana o eparchiale e per quella romana, è:
a. il Vescovo diocesano, l’Eparca o chi ad essi è equiparato dal diritto, nell'ambito della sua giurisdizione3;
b. il Superiore Maggiore per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, nell’ambito della sua giurisdizione;
c. altra autorità ecclesiastica4.
10. La vigilanza viene esercitata su tutti i movimenti inerenti la Causa, sia in entrata che in uscita.
11. L’autorità competente a vigilare annualmente revisiona, approva i bilanci della Causa e ne invia copia alla Congregazione delle Cause dei Santi.
12. La Congregazione delle Cause dei Santi come alta autorità di vigilanza:
a. può richiedere in qualsiasi momento all’Amministratore, come anche al Postulatore e all’Attore della Causa, ogni informazione finanziaria e relativa documentazione a supporto;
b. verifica i bilanci pervenuti dalle autorità competenti di cui al numero 9;
c. controlla, durante la fase romana, gli onorari e ogni altra spesa in base a quanto stabilito dalla medesima Congregazione.
13. L’Amministratore è tenuto a seguire in modo diligente tutte le norme emesse dalla Congregazione delle Cause dei Santi riguardanti l’attività amministrativo-finanziaria di una Causa.
14. In caso di inadempienze o di abusi di natura amministrativo-finanziaria da parte di quanti partecipano allo svolgimento della Causa, la Congregazione delle Cause dei Santi interviene disciplinarmente5.
IV. Contributo dell’Attore alla Sede Apostolica
15. Per la fase romana, all’Attore è richiesto un contributo stabilito dalla Congregazione delle Cause dei Santi e comunicato tramite il Postulatore, da corrispondere in diversi tempi, come specificato nei numeri 16-17. Qualora si rendesse necessario, possono essere richiesti eventuali contributi straordinari.
16. In vista del riconoscimento del martirio o dell’eroicità delle virtù o del dottorato, il contributo è ripartito in quattro tempi:
a. alla consegna degli Atti dell'Inchiesta diocesana o eparchiale;
b. alla richiesta della nomina del Relatore;
c. alla consegna della Positio;
d. prima del Congresso Peculiare dei Teologi.
17. In vista del riconoscimento del presunto miracolo, il contributo è ripartito in tre tempi:
a. alla consegna degli Atti dell’Inchiesta diocesana o eparchiale;
b. prima della Consulta Medica;
c. prima del Congresso Peculiare dei Teologi.
18. I contributi, che non comprendono il costo della stampa della Positio, devono pervenire tramite bonifico bancario sul conto corrente della Congregazione delle Cause dei Santi, alla quale occorre inviare il documento riguardante l’avvenuta operazione.
19. Celebrata la beatificazione o la canonizzazione, l’Amministratore del fondo rende conto dell'amministrazione complessiva dei beni per la debita approvazione (cf. numeri 8-12).
20. Dopo la canonizzazione:
a. la Congregazione delle Cause dei Santi, a nome della Sede Apostolica, dispone dell’eventuale rimanenza del fondo, tenendo presenti le richieste di utilizzo da parte dell’Attore e le esigenze del “Fondo di Solidarietà”;
b. adempiuto quanto prescritto dal n. 20 a, il fondo della Causa e la Postulazione cessano di esistere.
V. Fondo di Solidarietà
21. Presso la Congregazione delle Cause dei Santi è costituito un “Fondo di Solidarietà” che viene alimentato con offerte libere degli Attori o di qualsiasi altra fonte, oltre a quanto può provenire dal disposto del n. 20 a.
22. Nei casi in cui vi sia reale difficoltà a sostenere i costi di una Causa in fase romana, l’Attore può chiedere un contributo alla Congregazione delle Cause dei Santi per il tramite dell'Ordinario competente. Questi, prima di inviare l'eventuale richiesta, verifichi la posizione economico-finanziaria del fondo e l’impossibilità di alimentarlo con il reperimento di ulteriori sussidi. La Congregazione delle Cause dei Santi valuterà caso per caso.
VI. Entrata in vigore delle Norme
23. Le presenti Norme entrano in vigore ad experimentum per tre anni a partire dalla data dell’approvazione da parte dell’Autorità competente, abrogata ogni altra norma contraria.
Angelo Card. Amato, S.D.B.
Prefetto
+ Marcello Bartolucci
Segretario
_______________________
1. Cf. CIC cc. 1282; 1284-1289; 1299-1310; CCEO cc. 1020 §§1-2; 1028-1033 ; 1043-1054.
2. Cf. CIC cc. 1267 §3 e 1300; CCEO cc. 1016 e 1044.
3. Cf. CJC c. 1276; CCEO c. 1022.
4. Per quanti non soggetti alla giurisdizione di cui al n.9 a-b, quali per esempio gli Enti o Organismi direttamente collegati alla Sede Apostolica, alle Conferenze Episcopali…
5. Cf. CIC cc. 1377, 1386, 1399; CCEO cc. 1449-1463.
[00377-IT.01] [Testo originale: Italiano]
[B0178-XX.01]
Rescriptum ex Audientia Sanctissimi
Il Sommo Pontefice Francesco, nell’Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Segretario di Stato, il giorno 4 del mese di marzo dell’anno del Signore 2016, ha approvato le nuove “Norme sull'amministrazione dei beni delle Cause di beatificazione e canonizzazione”, abrogando quelle precedenti approvate da San Giovanni Paolo II il 20 agosto 1983.
Il Sommo Pontefice ha disposto che le suddette Norme, allegate al presente Rescritto, siano promulgate e pubblicate sull'Osservatore Romano, stabilendo che le medesime entrino in vigore ad experimentum per tre anni a partire dalla data di approvazione.
Dal Vaticano, 7 marzo 2016
Pietro Card. Parolin
Segretario di Stato
Texte Français
Normes relatives à l’administration
des biens des causes de béatification et de canonisation
Traduction privée sous la direction du prof. Cédric Burgun
de la Faculté de droit canonique de l'ICP.
Préambule
Les causes de béatification et de canonisation, qui, en raison de leur complexité, exigent un travail considérable, entraînent des dépenses liées à la diffusion de la connaissance de la figure du Serviteur de Dieu ou du Bienheureux, à l’enquête diocésaine ou éparchiale, à la phase romaine et, enfin, aux célébrations de béatification ou de canonisation.
En ce qui concerne la phase romaine, le Siège Apostolique, compte tenu de la nature particulière de bien public des causes, en supporte les coûts, auxquels les demandeurs participent par une contribution, et veille à ce que les honoraires et les frais soient modérés et ne constituent pas un obstacle à la poursuite de la procédure.
I. Biens de la cause et désignation de l'administrateur
1. Le requérant, après l'acceptation de la requête, constitue un fonds destiné à couvrir les frais de la cause.
2. Le fonds constitué pour une cause de béatification et de canonisation, provenant de dons de personnes physiques et juridiques, est considéré, en raison de sa nature particulière, comme un « fonds de cause pieuse ».
3. Le demandeur, avec le consentement de l’évêque ou de l’éparque, nomme l’administrateur du fonds. Le postulateur général peut assumer la fonction d’administrateur.
4. Pour les causes en cours en phase romaine, le Postulateur communique à la Congrégation pour les Causes des Saints la nomination de l’administrateur.
II. L’administration
5. L’administrateur est tenu de respecter les normes relatives à l’administration des biens des causes pieuses¹. Il doit notamment :
a. respecter scrupuleusement l’intention des donateurs² ;
b. tenir une comptabilité régulièrement mise à jour ;
c. établir chaque année les bilans, prévisionnel (avant le 30 septembre) et définitif (avant le 31 mars), à présenter au demandeur pour approbation ;
d. envoyer au Postulateur une copie des bilans approuvés par le demandeur.
6. Les Postulations générales tiennent des comptabilités distinctes pour chaque cause.
7. Si le demandeur entend utiliser ne serait-ce qu’une partie des biens à des fins autres que celles de la cause, il doit obtenir l’autorisation de la Congrégation pour les causes des saints.
8. Le demandeur, après avoir reçu le bilan et l’avoir approuvé dans les meilleurs délais, en envoie une copie à l’autorité compétente en matière de surveillance visée au point 9.
III. Surveillance de l’administration
9. L’autorité compétente pour exercer la surveillance, tant pour la phase diocésaine ou éparchiale ou pour la phase romaine, est :
a. l’évêque diocésain, l’éparque ou toute autre personne qui leur est assimilée en droit, dans le cadre de sa juridiction³ ;
b. le Supérieur majeur pour les instituts de vie consacrée et les sociétés de vie apostolique, dans le cadre de sa juridiction ;
c. toute autre autorité ecclésiastique⁴.
10. La surveillance s’exerce sur tous les mouvements liés à la Cause, tant les entrées que les sorties.
11. L’autorité compétente en matière de surveillance examine et approuve chaque année les comptes de la Cause et en transmet une copie à la Congrégation pour les Causes des Saints.
12. La Congrégation pour les Causes des Saints, en tant qu’autorité supérieure de surveillance :
a. peut demander à tout moment à l’administrateur, ainsi qu’au postulateur et au promoteur de la Cause, toute information financière et toute documentation justificative correspondante ;
b. vérifie les comptes reçus des autorités compétentes visées au point 9 ;
c. contrôle, pendant la phase romaine, les honoraires et toutes les autres dépenses conformément aux dispositions de la Congrégation elle-même.
13. L’Administrateur est tenu de respecter scrupuleusement toutes les normes édictées par la Congrégation pour les Causes des Saints concernant l’activité administrative et financière d’une Cause.
14. En cas de manquements ou d’abus de nature administrative et financière de la part des personnes participant au déroulement de la Cause, la Congrégation pour les Causes des Saints intervient par voie disciplinaire⁵.
IV. Contribution du demandeur au Siège apostolique
15. Pour la phase romaine, le demandeur est tenu de verser une contribution fixée par la Congrégation pour les Causes des Saints et communiquée par l’intermédiaire du postulateur, à régler en plusieurs versements, comme précisé aux numéros 16 et 17. Si nécessaire, des contributions extraordinaires peuvent être demandées.
16. En vue de la reconnaissance du martyre, de l’héroïcité des vertus ou du doctorat, la contribution est répartie en quatre versements :
a. lors de la remise des actes de l’enquête diocésaine ou éparchiale ;
b. lors de la demande de nomination du rapporteur ;
c. lors de la remise de la Positio ;
d. avant le Congrès particulier des théologiens.
17. En vue de la reconnaissance du miracle présumé, la contribution est versée en trois étapes :
a. lors de la remise des Actes de l’enquête diocésaine ou éparchiale ;
b. avant la consultation médicale ;
c. avant le Congrès particulier des théologiens.
18. Les contributions, qui ne comprennent pas le coût de l’impression de la Positio, doivent être versées par virement bancaire sur le compte courant de la Congrégation pour les Causes des Saints, à laquelle il convient d’envoyer le justificatif de l’opération effectuée.
19. Une fois la béatification ou la canonisation célébrée, l’administrateur du fonds rend compte de la gestion globale des biens en vue de l’approbation requise (cf. numéros 8 à 12).
20. Après la canonisation :
a. la Congrégation pour les Causes des Saints, au nom du Siège Apostolique, dispose de l’éventuel solde du fonds, en tenant compte des demandes d’utilisation formulées par le demandeur et des besoins du « Fonds de solidarité » ;
b. une fois les dispositions du n° 20 a) remplies, le fonds de la Cause et la Postulation cessent d’exister.
V. Fonds de solidarité
21. Un « Fonds de solidarité » est constitué auprès de la Congrégation pour les Causes des Saints ; il est alimenté par des dons volontaires des demandeurs ou par toute autre source, en plus de ce qui peut provenir des dispositions du n° 20 a.
22. Dans les cas où il existe une réelle difficulté à supporter les frais d’une Cause au stade romain, le demandeur peut solliciter une contribution auprès de la Congrégation pour les Causes des Saints par l’intermédiaire de l’Ordinaire compétent. Avant de transmettre une éventuelle demande, celui-ci vérifie la situation économique et financière du fonds ainsi que l’impossibilité de l’alimenter par l’obtention de subventions supplémentaires. La Congrégation pour les Causes des Saints examinera chaque cas individuellement.
VI. Entrée en vigueur des Normes
23. Les présentes Normes entrent en vigueur ad experimentum pour une durée de trois ans à compter de la date de leur approbation par l’Autorité compétente, toute autre norme contraire étant abrogée.
Cardinal Angelo Amato, S.D.B.
Préfet
+ Marcello Bartolucci
Secrétaire
________________________
1. Cf. CIC, can. 1282 ; 1284-1289 ; 1299-1310 ; CCEO, can. 1020, §§ 1-2 ; 1028-1033 ; 1043-1054.
2. Cf. CIC, c. 1267, § 3, et 1300 ; CCEO, c. 1016 et 1044.
3. Cf. CIC, c. 1276 ; CCEO, c. 1022.
4. Pour ceux qui ne relèvent pas de la juridiction visée au n° 9, alinéas a) et b), tels que, par exemple, les entités ou organismes directement rattachés au Siège apostolique, aux Conférences épiscopales…
5. Cf. CIC, cc. 1377, 1386, 1399 ; CCEO, cc. 1449-1463.
Rescrit d’audience du Saint-Père
Le Souverain Pontife François, lors de l’audience accordée au soussigné, cardinal secrétaire d’État, le 4 mars de l’année du Seigneur 2016, a approuvé les nouvelles « Normes relatives à l’administration des biens des causes de béatification et de canonisation », abrogeant les précédentes approuvées par saint Jean-Paul II le 20 août 1983.
Le Souverain Pontife a ordonné que lesdites Normes, jointes au présent rescrit, soient promulguées et publiées dans l’Osservatore Romano, en établissant qu’elles entreront en vigueur à titre expérimental pour une durée de trois ans à compter de la date d’approbation.
Du Vatican, le 7 mars 2016
Pietro Cardinal Parolin
Secrétaire d’État